VILLAGGIO ARCOBALENO
Relazione tecnica

L’ESIGENZA:
La nostra Associazione, attiva in Bolivia da alcuni anni, segue attualmente circa 150 famiglie di due quartieri tra i piú disagiati della periferia di Cochabamba : Sarcobamba e Huayrak’asa. Queste famiglie vivono in locali in affitto o prestati, generalmente senza acqua e luce, senza servizi, senza serramenti e pavimento di terra. Tenendo conto che di solito queste famiglie hanno in media 5 figli, ci troviamo spesso ad affrontare situazioni di promiscuitá e di malattie dovute alla scarsa igiene, oltre che all' inadeguata alimentazione e alla precaria condizione degli alloggi.

IL TERRENO:
Alla fine del 2006 abbiamo acquistato con le donazioni ricevute un terreno di circa 48.000 mq. nella zona di Sarcobamba, distretto di Tiquipaya, proprio dove vive la maggior parte delle nostre famiglie. Su questo terreno insistono 2 case, oltre al terreno coltivato.
Lungo il confine del terreno corre un canale d’irrigazione molto importante per un aspetto del nostro progetto che poi vedremo.

IL PROGETTO:
Prevede la costruzione di 134 casette in muratura di 60 mq. ognuna, con 8 posti letto, il bagno, la cucina e una zona pranzo. Le case saranno costruite a blocchi di due con annessa una piccola porzione di terreno.
-Una delle case esistenti, la più grande, sarà trasformata in casa d'accoglienza, con ambienti adatti per una piccola scuola, la biblioteca, la mensa, la cucina, l’infermeria e la sistemazione per la attuale “casa de los niños” dove alloggerá anche il nostro referente che da 8 anni risiede a Cochabamba.
-Nella seconda casa, un po’ più piccola, troveranno posto le stanze per i volontari che andranno a prestare la loro opera e, adiacenti ma del tutto autonomi, gli alloggi per i bambini affetti da malattie infettive che ora ospitiamo nella “casa de los niños”, d’accordo con l’ospedale pubblico di Cochabamba.
-Oltre all’aspetto abitativo, abbiamo voluto affrontare anche il problema del lavoro, per questo si è pensato di costruire un blocco di 3 laboratori (cucina, sartoria, artigianato) per dare un’opportunità d' impegno e di lavoro alle famiglie del villaggio.
Allo stesso modo abbiamo destinato un’area di circa 4.000 mq. di terreno, che si presenta molto fertile, anche per la presenza del canale irriguo che prima veniva richiamato, alla coltivazione ortofrutticola.
La fase successiva sarà la creazione di una cooperativa per la commercializzazione dei prodotti.
-Considerato il gran numero di bambini che saranno presenti nel villaggio, costruiremo anche un campo da calcio di dimensioni pari a ml. 80x40, e una piccola piscina avente le dimensioni di ml. 15x8, per dare loro modo di praticare nel limite del possibile qualche sport, ma anche solamente di divertirsi.
-Una parte di terreno, circa 4.200 mq. sarà mantenuta a verde pubblico con la formazione di un parco che cercheremo di arredare di comune accordo col Comune e in base anche alle nostre esigenze.
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VILLAGGIO DI KARPANI:

L’altro capitolo del nostro progetto riguarda due comunità formate rispettivamente da 27 e 48 famiglie che vivono sull’altipiano boliviano, a 4200 mt. s.l.m. in due villaggi che portano il nome di: “Karpani” e “Ñuñumayani”. Lí gestiamo da tre anni una piccola scuola multigrado (dalla scuola materna fino alla terza elementare), con 19 bambini e un asilo con 31 bambini. Le attuali abitazioni sono fatte di paglia e fango, senza energia elettrica. Da un anno, l’UNICEF ha fornito di pozzi la zona, ma un solo rubinetto per villaggio non riesce a soddisfare le esigenze di tutti.
-In questa fase a Karpani stiamo costruendo 27 case, concentrate in un settore centrale della zona, che non solo ci permetteranno di dare un alloggio dignitoso agli abitanti, ma costituiscono la garanzia per richiedere ed avere la fornitura di energia elettrica.
-A 4200 mt. di altitudine è difficilissimo coltivare con successo qualsiasi cosa, a parte delle patate; per questo andremo ad edificare 2 serre che ovvieranno ai problemi climatici e daranno di che vivere agli abitanti.
-Nei prossimi mesi abbiamo l’intenzione di cominciare la ristrutturazione delle 48 case di Ñuñumayani per migliorare le condizioni di vita delle famiglie del posto onde evitare il loro esodo verso la cittá, come succede spesso per la gente dell’altipiano, con il grande rischio di una fortissima emarginazione, anche perché queste famiglie non parlano lo spagnolo.
La priorità è di reperire fondi per la ristrutturazione delle due case esistenti sul terreno acquistato con le donazioni e che sono piuttosto deteriorate, in modo da permettere un funzionale utilizzo per le principali attivitá che si svolgono nella “Casa de Los Niños”.